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Pedagogia

Aporti

Pedagogista italiano (San Martino dell'Argine, Mantova, 1791-Torino 1858). Ordinato sacerdote nel 1815, dopo un periodo trascorso a Vienna in cui si specializzò nello studio delle Sacre Scritture, insegnò dapprima storia della Chiesa nel seminario di Cremona, poi ricevette l'incarico dal governo austriaco della direzione delle scuole elementari della provincia. Nel 1848 dovette riparare esule in Piemonte per essersi dimostrato favorevole alla guerra d'indipendenza; qui fu nominato senatore e, in seguito, presidente del consiglio dell'Università di Torino. Nel frattempo Carlo Alberto l'aveva proposto per la sede arcivescovile di Genova, ma Pio IX non diede la sua approvazione a causa dei legami dell'Aporti con molti liberali laici e della sua avversione ai gesuiti. Svolse un'attiva opera di educatore (nel 1847 pubblicò Gli elementi della pedagogia), fondando “scuole infantili” fra le quali la prima a Cremona nel 1829 e altre, in seguito, in Toscana, Veneto, ecc. L'Aporti intese creare nell'asilo un vero e proprio istituto educativo (Manuale di educazione e di addestramento per le scuole infantili, 1833), in cui fosse anticipata all'età prescolare una forma di educazione intellettuale: nell'insegnamento erano compresi elementi di aritmetica, di linguistica, di lettura insieme ad attività ginniche, giochi, preghiere, canti. Fra i meriti dell'Aporti è quello di essere rifuggito dai ridicoli bamboleggiamenti nell'avvicinare il bambino alla cultura: egli commissionava le poesie per i bimbi ad autori come Manzoni e i quadri a eccellenti pittori. I limiti di questo tipo di scuola per l'infanzia possono essere individuati nell'imposizione di un'educazione intellettuale che risulta in definitiva fondata sull'esercizio mnemonico. L'asilo aportiano, d'altronde, poteva avere una giustificazione sociale nel fatto che l'istruzione, nelle campagne più facilmente che in città, non di rado si fermava a livello prescolastico; di qui l'esigenza di creare scuole infantili che riunissero l'asilo alle prime classi elementari. Questa iniziativa, tuttavia, incontrò opposizioni specie da parte dei governi; nel 1839 il governo pontificio ordinò la chiusura di tutti gli asili infantili che si erano diffusi sul suo territorio.

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