Passa ai contenuti principali

Pedagogia

John Dewey


Dewey (1859-1952) è considerato un vero e proprio rivoluzionario del Novecento per quanto concerne l’ambito pedagogico ed educativo. Verso la fine del XIX secolo, in Europa e in America, nacque il fenomeno delle «scuole nuove» e della «scuola attiva» che trovò in John Dewey un prezioso esponente.

Laureatosi nel 1884 con una tesi sulla psicologia di Kant, Dewey si dedicò all’insegnamento universitario e nel 1896 fondò la scuola-laboratorio presso l’università di Chicago, considerato uno dei primi esempi di scuola nuova, ovvero l’applicazione del metodo pedagogico teorizzato da Dewey.

John Dewey studia ed elabora i propri principi pedagogici partendo dal proprio pensiero filosofico basato sull’esperienza. Secondo Dewey, gli interessi naturali degli allievi devono essere rispettati ed assecondati.

A tal proposito, anche la scuola deve essere una comunità democratica: essa deve essere in grado di stimolare gli apprendimenti, la partecipazione attiva e il senso di corresponsabilità. La scuola deve poter offrire ai discenti una preparazione alla vita stessa e non alla vita futura, qui il concetto di esperienza diventa fondamentale: l’azione educativa deve necessariamente essere gratificante e significativa per l’allievo, ecco perché per Dewey il concetto di istruzione riguarda prevalentemente la continua riorganizzazione e ricostruzione delle esperienze.

Learning by doing

Ora possiamo comprendere meglio il principio ispiratore di tutta la pedagogia di Dewey, ovvero il learning by doing, cioè si apprende facendo. L’educatore si concentra sulla conoscenza, che significa modificare l’oggetto ed interagire con il mondo in maniera attiva. Dewey accusa la scuola tradizionale di formare i cosiddetti “Uditori passivi”. La scuola, invece, deve prediligere l’ascolto attivo attraverso l’esperienza del lavoro manuale, inteso anche come avviamento alle professioni, alla socialità e alle attività di laboratorio che consentono il coinvolgimento di tutte le sfere del sapere dell’alunno. Attraverso il fare e l’agire, l’allievo incamera esperienze in grado di aiutarlo nella comprensione e facilitando le interazioni. Il concetto di Dewey riguarda un nuovo umanesimo del lavoro dove l’idea di fondo è quella di imparare ad imparare lungo tutto l’arco della propria vita. Dewey elabora un nuovo ed entusiasmante pensiero, di una vera e propria cultura che non vuole rifiutare il passato, bensì desidera tener conto dell’importanza della scienza e della tecnica in una società sempre più industrializzata e in via di sviluppo economico e sociale.

Commenti

Post popolari in questo blog

antropologia

 Antropologia economica L' antropologia economica  è una disciplina dell' antropologia  che cerca di spiegare il comportamento economico umano attraverso l'antropologia e l' economia . È esercitata dagli antropologi ed ha un complesso rapporto con l'economia. All'interno dell'antropologia economica ci sono tre  paradigmi  importanti:  formalismo ,  sostantivismo  e  culturalismo . Più semplicemente l'antropologia economica studia la produzione, la distribuzione e la circolazione delle risorse materiali; è bene sottolineare che le risorse non sono soltanto di tipo materiale ma anche di tipo simbolico (un sapere, una tecnica, un'ideologia politica o religiosa...), queste ultime costituiscono l'oggetto di studio privilegiato dell'antropologia politica. Le origini dell'antropologia economica sono piuttosto vaghe ma con sicurezza possiamo affermare che colui che diede un grande contributo alla nascita di questa disciplina, fu  Karl Polanyi , ...

Sociologia

 Goffman Erving  rinomato psicologo e sociologo canadese. Durante la sua carriera professionale dedicò gran parte delle sue energie all’osservazione partecipante, allo scopo di studiare il comportamento umano. Dalle sue ricerche emersero teorie sulle interazioni sociali e sul luogo che ogni persona occupa all’interno delle gerarchie sociali. Durante la sua attività, pubblicò diversi libri di prestigio, tra i quali spiccano titoli come “Stigma. L’identità negata” (1963), “Relazioni in pubblico. Microstudi sull’ordine pubblico” (1971) o “La vita quotidiana come rappresentazione” (1957). La teoria dell'azione sociale Come già detto, il sociologo sostiene l’idea che gli atteggiamenti umani dipendano dagli scenari e dalle relazioni personali che viviamo. In questo senso, siamo tutti sottoposti ad una continua rivisitazione della nostra immagine di fronte al resto del mondo. L’insieme delle interazioni che ciascun individuo realizza con l’ambiente intorno a lui, lo porta a ricerca...

Pedagogia

 La pedagogia positivista in Italia In Italia nei decenni di metà ottocento, con la formazione dell'Italia unita il paese arriva a fare i conti con svariate difficoltà come ad esempio la diffusa ignoranza e l'analfabetismo che portavano a concepire la scuola come un obbligo analogo al servizio militare.  La diffidenza nei confronti della scuola era presente anche nella classe dirigente che temeva che l'alfabetizzazione di massa potesse portare a squilibri sociali. Fatta l'Italia, andavano fatti gli Italiani.  Giuseppe Mazzini  Mazzini riteneva che il rinnovamento politico dell'Italia fosse una questione di prima importanza soprattutto nell'educazione. Nel 1805 fondò la Giovine Italia e in seguito la Giovine Europa; scopo della prima era quello di creare una generazione di patrioti non solo cospiratori ma promotori di nuovi sentimenti nazionalisti. Intorno al 1840 si trasferisce in Inghilterra dove gestisce iniziative di sensibilizzazione ai problemi dell'Ita...