Passa ai contenuti principali

antropologia

 Antropologia economica

L'antropologia economica è una disciplina dell'antropologia che cerca di spiegare il comportamento economico umano attraverso l'antropologia e l'economia. È esercitata dagli antropologi ed ha un complesso rapporto con l'economia. All'interno dell'antropologia economica ci sono tre paradigmi importanti: formalismosostantivismo e culturalismo. Più semplicemente l'antropologia economica studia la produzione, la distribuzione e la circolazione delle risorse materiali; è bene sottolineare che le risorse non sono soltanto di tipo materiale ma anche di tipo simbolico (un sapere, una tecnica, un'ideologia politica o religiosa...), queste ultime costituiscono l'oggetto di studio privilegiato dell'antropologia politica.

Le origini dell'antropologia economica sono piuttosto vaghe ma con sicurezza possiamo affermare che colui che diede un grande contributo alla nascita di questa disciplina, fu Karl Polanyi, un economista ungherese trasferitosi in Gran Bretagna nel 1940 per sfuggire ai nazisti, il quale sulla base degli studi antropologici di Bronisław Malinowski (le forme di scambio cerimoniale kula delle isole Trobriand), Franz Boas (le cerimonie del potlatch degli indiani nordamericani del Pacifico) e Marcel Mauss (studio sul dono presso i Māori) elaborò la sua teoria economica basata sul principio di reciprocità.

Commenti

Post popolari in questo blog

Sociologia

 Goffman Erving  rinomato psicologo e sociologo canadese. Durante la sua carriera professionale dedicò gran parte delle sue energie all’osservazione partecipante, allo scopo di studiare il comportamento umano. Dalle sue ricerche emersero teorie sulle interazioni sociali e sul luogo che ogni persona occupa all’interno delle gerarchie sociali. Durante la sua attività, pubblicò diversi libri di prestigio, tra i quali spiccano titoli come “Stigma. L’identità negata” (1963), “Relazioni in pubblico. Microstudi sull’ordine pubblico” (1971) o “La vita quotidiana come rappresentazione” (1957). La teoria dell'azione sociale Come già detto, il sociologo sostiene l’idea che gli atteggiamenti umani dipendano dagli scenari e dalle relazioni personali che viviamo. In questo senso, siamo tutti sottoposti ad una continua rivisitazione della nostra immagine di fronte al resto del mondo. L’insieme delle interazioni che ciascun individuo realizza con l’ambiente intorno a lui, lo porta a ricerca...

Pedagogia

 La pedagogia positivista in Italia In Italia nei decenni di metà ottocento, con la formazione dell'Italia unita il paese arriva a fare i conti con svariate difficoltà come ad esempio la diffusa ignoranza e l'analfabetismo che portavano a concepire la scuola come un obbligo analogo al servizio militare.  La diffidenza nei confronti della scuola era presente anche nella classe dirigente che temeva che l'alfabetizzazione di massa potesse portare a squilibri sociali. Fatta l'Italia, andavano fatti gli Italiani.  Giuseppe Mazzini  Mazzini riteneva che il rinnovamento politico dell'Italia fosse una questione di prima importanza soprattutto nell'educazione. Nel 1805 fondò la Giovine Italia e in seguito la Giovine Europa; scopo della prima era quello di creare una generazione di patrioti non solo cospiratori ma promotori di nuovi sentimenti nazionalisti. Intorno al 1840 si trasferisce in Inghilterra dove gestisce iniziative di sensibilizzazione ai problemi dell'Ita...